PROGETTO DI INTERVENTO PER CONTRASTARE IL FENOMENO DEL BULLISMO DA REALIZZARE NELLE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE INFERIORI.
Si invitano i Presidi ed i Dirigenti Scolastici interessati alla realizzazione del progetto all'interno delle loro scuole a contattare l'Associazione per fissare un appuntamento informativo con uno dei nostri esperti


L’OBIETTIVO PRINCIPALE DEL PROGETTO E’

  • ELIMINARE O COMUNQUE RIDURRE I FENOMENI DI BULLISMO ALL’INTERNO DELLA SCUOLA ED ANCHE (POSSIBILMENTE) AL DI FUORI DEL CONTESTO SCOLASTICO
  • FOCALIZZARE L’ATTENZIONE SIA SULLE FORME SI BULLISMO DIRETTO SIA SU QUELLE DI TIPO INDIRETTO

 

L’OBIETTIVO PRINCIPALE SI DEVE CONCRETIZZARE NEI SEGUENTI SOTTOBIETTIVI:

-  RIDUZIONE ( E POSSIBILMENTE) ELIMINAZIONE DEGLI EPISODI DI BULLISMO

PREVENZIONE DEGLI EPISODI DI BULLISMO

REALIZZAZIONE DI MIGLIORI RELAZIONI TRA I RAGAZZI ALL’INTERNO DELLA SCUOLA E POSSIBILMENTE ANCHE AL DI FUORI DELL’AMBITO SCOLASTICO

 

DUE SONO LE CONDIZIONI “SINE QUA NON” PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO

  • GLI ADULTI (GENITORI, INSEGNANTI, DIRIGENTI ED ALTRO PERSONALE OPERANTE ALL’INTERNO DELLA SCUOLA) DEVONO ESSERE CONSAPEVOLI CHE IL FENOMENO DEL BULLISMO E’ UNA REALTA’
  • GLI ADULTI EVONO ESSERE DIRETTAMENTE COINVOLTI NEL CAMBIAMENTO

 

IL PROGETTO SI REALIZZA FONDAMENTALMENTE  A TRE LIVELLI:

A LIVELLO DI SCUOLA

A LIVELLO DI CLASSE

A LIVELLO DI SINGOLO INDIVIDUO


A LIVELLO DI SCUOLA il progetto prevede i seguenti momenti:


Incontro di inizio progetto  con i ragazzi delle singole classi e somministrazione di un questionario (in forma anonima) per valutare la più o meno importante presenza di episodi di bullismo e la più o meno forte percezione degli stessi :
la somministrazione di tale questionario è estremamente importante in quanto permette di raccogliere informazioni su quanto l’argomento bullismo venga affrontato nei discorsi fra ragazzi e fra insegnanti e ragazzi, di quanto i genitori conoscano il comportamento dei loro figli quando questi si trovano a scuola, di quanti ragazzi sono stati o sono tutt’ora coinvolti in episodi di bullismo.

Incontro/dibattito sul tema del bullismo con i genitori  dei bambini e dei ragazzi che partecipano al progetto: il responsabile del progetto spiega ai genitori le finalità che si vogliono raggiungere, gli strumenti che verranno utilizzati e, soprattutto, le modalità con cui ciascuno potrà collaborare al raggiungimento dell’obiettivo. Si cercherà di capire il fenomeno del bullismo nelle sue varie manifestazioni, si spiegheranno i risultati dei questionari ai quali sono stati sottoposti i bambini ed i ragazzi, si chiariranno per quanto possibile le cause e le conseguenze del bullismo a breve, medio e lungo termine. Si renderanno partecipi i genitori di ciò che la scuola vuole fare per combattere il fenomeno. Attraverso questi incontri i genitori devono essere incoraggiati a parlare con gli insegnanti se sospettano che i loro figli siano bulli o vittime. E’ fondamentale che le parti coinvolte vedano questi incontri come un arricchimento del proprio ruolo di genitore e come il punto di partenza per un rapporto più stretto tra scuola e famiglia, una relazione che permetterà di aiutare a risolvere non solo il problema del bullismo ma anche altre questioni di interesse comune.  Si forniscono gli adulti indicazioni precise e suggerimenti concreti per il controllo e la supervisione delle attività dei bambini e dei ragazzi ed informazioni sui segnali di allarme che si possono osservare quando si ha a che fare con vittime e/o con bulli. Inoltre verranno forniti i recapiti dell’Associazione Essere Genitori e del responsabile del progetto in modo che in qualsiasi momento i genitori possano trovare un supporto ed un aiuto concreto o per parlare di qualsiasi problematica che i genitori potrebbero incontrare.

 

Incontro/dibattito di inizio progetto con il gruppo degli operatori scolastici sul tema dell’importanza di una supervisione attenta da parte degli adulti presenti a scuola soprattutto nei momenti in cui i ragazzi non partecipano alle lezioni in classe:nella quasi totalità dei casi la maggior parte degli episodi di bullismo si verifica al di fuori dell’orario delle lezioni e quindi durante i tempi della mensa e/o della ricreazione ed è quindi estremamente opportuno che in questi spazi ed in questi momenti della vita scolastica la supervisione degli adulti sia particolarmente attenta. La supervisione ed il controllo tuttavia non sono sufficienti. L’adulto deve essere in grado di entrare in scena con decisione e determinazione non appena si verifica un episodio di prevaricazione. L’intervento deve essere tempestivo ed estremamente deciso; forse non farà sì che il bullo smetta di essere tale ma sicuramente farà sì che la vittima si senta  protetta ed aiutata. Con un intervento deciso l’adulto ribadisce che il bullismo e la prevaricazione non sono accettate, mai e per nessun motivo. E’ anche importante, anzi, fondamentale, che l’adulto che ha assistito ad un episodio di bullismo, oltre ad intervenire, lo riferisca ad altri adulti in modo che si crei una rete di controllo sempre più attenta ed efficace.

A LIVELLO DI CLASSE il progetto prevede


Attività da svolgersi nelle singole classi per parlare del fenomeno bullismo, di come viene percepito e realizzazione di  attività  attraverso cui far sperimentare ai ragazzi i diversi ruoli (bullo/vittima-insegnante-genitore…):
il responsabile del progetto incontra e propone attività come il role-playing (giochi di ruolo) oppure simulate di altro genere attraverso le  quali i partecipanti possano simulare una situazione reale attraverso l’identificazione e la recitazione dei diversi ruoli coinvolti. Si tratta di attività che implicano un coinvolgimento globale del soggetto a livello cognitivo, sociale ed emotivo e per questo permette l’espressione di vissuti profondi ed intimi che magari non “verrebbero fuori” attraverso un incontro/dibattito sul tema del bullismo.

Al termine di ogni simulata si deve prevedere un momento di de-briefing in cui si riflette con i ragazzi e con i bambini su quanto hanno osservato o vissuto all’interno della situazione che è stata “recitata” e questi momento è particolarmente importante in quanto permette di esplorare le vere relazioni tra la situazione rappresentata e l’esperienza reale dei soggetti.


Somministrazione di un questionario di fine progetto da distribuire nelle singole classi e finalizzato a raccogliere le impressioni dei bambini/ragazzi sul lavoro e sulle attività ch si sono svolte all’interno del progetto di lotta al bullismo: si chiederà ai bambini/ragazzi di esprimersi sui loro vissuti, sulle loro percezioni nei confronti delle attività svolte, su come vedono il problema del bullismo dopo il percorso svolto dall’inizio dell’anno, su cosa pensano sia cambiato nella loro famiglia, nella loro classe, nella loro classe, in loro stessi. Ovviamente le domande saranno poste in modo diverso a seconda dell’età dei soggetti e i bambini/ragazzi potranno anche decidere di rispondere ai questionari in forma anonima. Nel concreto il responsabile del progetto consegnerà alle scuole i questionari da distribuire nelle singole classi e quando si recherà nelle varie scuole per ritirarli visiterà le classi suddivise in gruppi per parlare con i bambini/ragazzi e fare con loro il punto su quanto è stato fatto, per ricevere un feedback sul lavoro svolto e per ricevere eventuali suggerimenti ed indicazioni su argomenti che potrebbero essere trattati in progetti da svolgersi negli anni scolastici successivi.


A LIVELLO DI SINGOLO INDIVIDUO  il progetto prevede:

 

Presenza di un counselor all’interno della sede dell’Associazione Essere Genitori e/op all'interno delle sedi scolastiche dal quale i ragazzi ed anche gli adulti possono recarsi su appuntamento e con il quale possono parlare dell’argomento bullismo (ed ovviamente di qualsiasi altro argomento di loro interesse) Per garantire ancora di più l’anonimato il counselor può fornire ai ragazzi (ma anche a genitori ed insegnanti) un numero telefonico con il quale essere contattato: la figura di un counselor e quindi di un esperto in relazioni d’aiuto è fondamentale soprattutto per le vittime. Chi è vittima di episodi di bullismo spesso ha difficoltà a parlarne con gli insegnanti , con gli amici ed anche con i genitori. Può quindi rivolgersi ad un professionista dell’ascolto dal quale potrà sentirsi accolto e compreso e dal quale riceverà alcune linee guida sul comportamento e sugli atteggiamenti da tenere per evitare il più possibile di ritrovarsi vittima di prevaricazioni e soprusi. Il colloquio con il counselor (diretto o telefonico) nella maggior parte dei casi darà alla vittima il coraggio di affrontare il problema e di parlarne con genitori ed insegnanti. Ovviamente il counselor sarà anche a disposizione dei genitori dei ragazzi (bulli o vittime) per aiutarli a gestire al meglio i rapporti e le comunicazioni con i loro figli. Sarà importante che fin dall’inizio della realizzazione del progetto i dirigenti scolastici o i ragazzi e le loro famiglie siano informati della presenza di questo esperto in relazioni d’aiuto attraverso avvisi  e/o lettere.

 

 

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